Per il gruppo spagnolo DIA un nuovo CEO e cessione di attività

theretailchain by Retailtrend.it (Europa) – Il gruppo spagnolo DIA (Distribuidora International de Alimentación, S.A) ha reso noto un aggiornamento sulla propria situazione, in conformità con le disposizioni dell’articolo 228 del testo consolidato della legge sul mercato dei valori mobiliari e articolo 17 del regolamento (UE) n. 596/2014 del Consiglio e Parlamento Europeo, sugli abusi di mercato.

Accordo di rifinanziamento

Grupo DIA perfeziona un accordo di rifinanziamento per il proprio debito bancario fino al 31 maggio 2019, che implica, tra l’altro, l’accesso a una nuova liquidità per un importo approssimativo di 200 milioni di euro e la sospensione temporanea della misurazione della proprie covenant finanziarie, nonchè la futura convocazione di un’assemblea generale degli azionisti che approverà un aumento di capitale, con diritti di sottoscrizione preferenziale per un importo di almeno 600 milioni di euro (proroga di cui all’evento significativo del 12 dicembre). Allo stesso modo, la società ha pianificato in parallelo la vendita delle attività Clarel e Max Discount (Cash & Carry), che non fanno parte della propria attività di core business.

Negozio Clarel

Grupo DIA ritiene che vi sia un’intesa con i suoi creditori finanziari sui termini fondamentali dell’accordo, che è in attesa dell’approvazione finale da parte del comitato di credito e si aspetta che la sua firma dello stesso, avvenga in tempi relativamente brevi.

Risultato del test di deterioramento delle attività non correnti

Attraverso le informazioni periodiche pubbliche, corrispondenti ai risultati consolidati del terzo trimestre 2018 , la società ha riferito che, nel contesto del nuovo piano industriale su cui stava lavorando, aveva iniziato a effettuare in test di impairment sulle sue attività non correnti, per valutare se potesse essere necessario erogarne una parte.

Secondo l’analisi effettuata sulla base del suddetto piano industriale, il risultato dell’impairment test delle attività operative è stato come indicato di seguito (dati in milioni di euro):

Attività operative               Valore netto contabile 30/09/2018               Importo stimato det.

Avviamento  d'azienda                             552                                                    47

Proprietà,impianti,ecc                             1.370                                                  63

In conformità con le disposizioni dell’International Accounting Standard (IAS) “Riduzione di valore delle attività”, l’impairment test delle attività operative corrispondenti alle voci di: “avviamento” e “immobili,impianti e macchinari” hanno dedotto la necessità di ridurre l’importo complessivo di circa 76 milioni di euro (di cui 13 milioni di euro corrispondono all’avviamento d’azienda, e 63 milioni a “immobili, impianti e macchinari”. Principalmente attribuibile al mercato della Spagna. Inoltre, per il caso specifico di Clarel e dato che l’attività sviluppata da questa controllata è stata classificata come bene per la vendita, il suo valore equo stimato al netto dei costi di vendita è stato preso come riferimento per il l’impairment test, con conseguente deterioramento, che è stato stimato con ulteriori 34 milioni di euro, sotto la voce “avviamento”.

Non è stata la necessità di dover dotare eventuali svalutazioni per il resto dei beni aziendali e da avviamenti non attruibiti a punti di vendita della rete commerciale.

Dal momento che questa prova di deterioramento è stata effettuata con riferimento al valore delle attività operative al 30 settembre 2018 e con le ipotesi più conservative, dovranno essere ancora confermati nel processo di audit, in quanto la società dovrà calcolare l’effetto finale al 31 dicembre 2018 per la sua puntuale registrazione nei conti annuali, attraverso un addebito a conto economico con cui saranno allocate le disposizioni che riducono il valore contabile netto delle attività descritte.

Questa commissione – secondo quanto comunicato – non influisce sulla liquidità alla fine del periodo, nè genera alcun pregiudizio nella generazione di cassa. D’altra parte, si fa notare da Grupo DIA, il modo di fare riferimento alla voce “imposte anticipate” che sono principalmente attribuibili a crediti d’imposta per la perdita di riporti a nuovo di compensazione nel gruppo, che ha eseguito un’analisi per valutare la loro recuperabilità futura nel contesto del nuovo piano industriale, il risultato che ne emerge produce la necessità di un negativo di 184 milioni di euro, a disposizione i crediti d’imposta uk cui periodo superiore a dieci anni, indipendentemente dal fatto che l’azienda continua ad avere diritto ad un risarcimento di recupero, in un termine illimitato.

Per cui, l’allocazione dei citati accantonamenti, determinerà un patrimonio netto negativo, alla chiusura dell’esercizio 2018. Tale posizione sarà invertita, solo nel caso, avvenga un rafforzamento dei fondi propri del Gruppo DIA, nel contesto di aumento di capitale, pari a 600 milioni di euro.

Rideterminazione dei rendiconti finanziari 2017

Il nuovo CEO del Grupo DIA, Borja de la Cierva Alvarez de Sotomayor

La società, tenuto conto del suo dovere di massima trasparenza, ha deciso di estendere la revisione alle sue controllate operative estere (Portogallo, Brasile e Argentina). Ha effettuato alcuni adeguamenti per essere incorporati nel bilancio 2017.

Ma come risultato di tale riesame, non sono stati stati identificati aspetti degni di revisione nelle società controllate in Portogallo e Argentina. Sono stati però identificati e ritenuti necessari adeguamenti nel consolidato 2017, quelli corrispondenti al bilancio della controllata in Brasile, che nel suo insieme, hanno avuto un impatto negativo pari a 1,6 milioni di euro di profitti netti per il 2017, pari a 9,7 milioni di euro, le riserve al dicembre 2017.

Risultati stimati per il 2018

La società conferma che le sue stime contabili pr la fine del 2018, mostrano un EBITDA rettificato tra i 350 e i 400 milioni di euro.

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